Oltre ai continui
successi a livello Nazionale, dove ormai il sodalizio sevesino è a livelli di
assoluta eccellenza avendo conquistato oltre 50 Titoli di Campione Italiano (48 individuali e 4 a Squadre) negli ultimi 11
anni (dal 2002)… le portacolori di patron Fiorin continuano a regalare
soddisfazioni anche in ambito internazionale, salendo per il 3° anno
consecutivo sul podio dei Campionati
Europei: infatti, dopo l’oro nell’Omnium con Chiara Vannucci ed il doppio argento nella specialità dell’Inseguimento a Squadre con Chiara
Vannucci & Maria Giulia Confalonieri nell’edizione 2010 della rassegna
continentale su Pista svoltasi a San
Pietroburgo (Russia), anno in cui addirittura una terza atleta sevesina, Elena Valentini, fu convocata ai Campionati Europei su Strada di Ankara (Turchia)… dopo addirittura le
ben quattro medaglie d’oro della rassegna continentale su Pista 2011 svoltasi
ad Anadia (Portogallo), dove Chiara Vannucci si
riconfermò Campionessa Europea Omnium…
Maria Giulia Confalonieri conquistò il titolo europeo nella specialità
della Corsa a Punti… ed entrambe
conquistarono il titolo europeo nella specialità dell’Inseguimento a Squadre… nonché la stessa Chiara Vannucci conquistò la medaglia di bronzo ai Campionati Europei su Strada di Offida
(Italia)… dove Maria Giulia Confalonieri fu
5° e 4° a Cronometro… anche quest’anno, non una ma ben due portacolori sevesine
hanno saputo andare a podio ai Campionati Europei: infatti, Ana Maria Covrig e Michela Maltese, sono riuscite nell’intento di salire sul 3°
gradino del podio europeo nella specialità dell’Inseguimento a Squadre, conquistando il loro primo alloro a livello
internazionale, gareggiando con Arianna
Fidanza (Eurotarget), altra atleta che in passato ha già gareggiato e vinto
un titolo tricolore nelle fila dei sevesini (ndr: Campionato Italiano
Ciclocross 2009 fra le Donne Esordienti 2° anno), classificandosi nell’ordine
alle spalle di Gran Bretagna e Russia.
martedì 17 luglio 2012
KUPFERNAGEL, CRONO PERFETTA AL THURINGEN La tedesca di Rus Velo vince il prologo di apertura in Germania e balza in testa alla classifica generale
Una serata perfetta ed una cronometro
interpretata da vera fuoriclasse del ciclismo femminile. E’ una sorta di
ciliegina sulla torta ad una carriera invidiabile ed impeccabile questa bella
vittoria di Hanka Kupfernagelnel prologo a Zwickau, che ha aperto ufficialmente
il Thuringen sulle strade tedesche. La portacolori di Rus Velo Pro Women Team
ha condotto in maniera impeccabile la breve ma intensa ed impegnativa
cronometro di 3,3
chilometri, mettendo alle proprie spalle avversarie di
primissimo piano come la canadese Clara Hughes (Specialized Lululemon), giunta
seconda e la campionessa del mondo della specialità Judith Arndt (Orica
GreenEdge) che ha concluso in terza posizione. Subito dopo la conclusione della
cronometro vincente, Hanka Kupfernagel trentottenne di Gera, ha voluto rimarcare
la sua recente esclusione della rosa tedesca per le Olimpiadi di Londra: “Mi pare che la prestazione di oggi, seppur
su una distanza piuttosto ridotta, abbia chiarito come abbia ancora una
condizione che mi permetta di essere ancora competitiva a livello assoluto. Un
successo maturato al termine di un periodo particolarmente intenso di
allenamenti e stages in altura per preparare al meglio la parte centrale della
stagione e magari guardare con fiducia almeno alla rassegna iridata contro il
tempo di Valkenburg, sia per la prova individuale che per quella a cronometro a
squadre”. Una bella giornata per tutto Rus Velo Pro Women Team dopo un periodo
difficile, completata dal bel nono posto di Olga Zabelinskaya, su un tracciato
non proprio del tutto adatto alle sue caratteristiche. Di seguito i risultati
della cronometro di Zwickau:
1. Hanka Kupfernagel (Neustadt
an der Orla/RusVelo) 4:51,94 Minuten, 2. Clara Hughes (Kanada/Team Specialized
Lululemon) + 2 Sekunden, 3. Judith Arndt (Leipzig/Orica AIS) + 3 Sekunden, 4.
Elizabeth Armitstead (Großbritannien/AA Drink – Leontien.nl Cycling Team) + 5
Sekunden, 5. Trixi Worrack (Cottbus/Team Specialized Lululemon) + 8 Sekunden,
6. Emma Johansson (Schweden/Hitec Products Mistral Home Cycling Team) + 8
Sekunden, 7. Thalita De Jong (Niederlande/Rabobank Women Cycling Team) + 8
Sekunden, 8. Esther Fennel (Kempten/Koga Ladies – Central Rhede – Fachklinik
Dr. Herzog) + 11 Sekunden, 9. Olga Zabelinskaya (Russland/RusVelo) + 11
Sekunden, 10. Amy Pieters (Niederlande/Skil Argos)+ 16 Sekunden.
Zurich (Switzerland), 16 luglio 2012
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Rus Velo Press Office
E mail press.rusvelo@libero.it
Web www.rusveloteam.com
sabato 14 luglio 2012
INTERVISTA A WHITNEY GAGGIOLI
Numero di maglia: 163
Squadra: Forno D’Ascolo Colavita
Proviene da: Stati Uniti d’America
Proviene da: Stati Uniti d’America
Ciao Whitney! Quando hai deciso di ritirarti da questa 23^
edizione del Giro d’Italia femminile, tutti i tifosi se ne sono dispiaciuti
perché tu sei molto amata in Italia.
Per questo motivo vorrei chiederti cosa fa del Giro una corsa
tanto appassionante, secondo te?
Il Giro d’Italia
secondo me è una corsa meravigliosa perché si attraversano dei passaggi
bellissimi. Mentre pedalo, quando sono stanca, mi basta alzare lo sguardo e
vedere i paesaggi intorno alla strada per dimenticare immediatamente la fatica.
Amo molto l’Italia perché è un Paese stupendo!
Qui i tifosi italiani
hanno sempre molto entusiasmo per accogliere il nostro passaggio: questo è
bellissimo e importante! In Italia mi sembra di sentire una diffusa mentalità a
favore del ciclismo.
Pensi che ci sia qualche differenza fondamentale riguardo al
modo d’intendere il ciclismo in Italia e negli Stati Uniti?
Mah … negli USA
entrare nel mondo del ciclismo è molto bello perché abbiamo la possibilità di
fare carriera passo per passo, secondo le nostre capacità. In Italia, invece,
mi sembra che una ciclista sia considerata meritevole di attenzione da parte
dei tifosi soltanto a partire da quando diventa professionista. Forse qui si
presta scarsa attenzione alle ragazze giovani che muovono i loro primi passi in
questo sport meraviglioso.
Quanto è importante per te avere una squadra capace di
esserti di supporto durante la gara?
La squadra dà un aiuto
che secondo me è fondamentale. L’incoraggiamento che ricevo dalle mie compagne
di squadra e dal mio direttore sportivo sia prima di salire in sella alla
bicicletta, sia dopo aver tagliato il traguardo, è preziosissimo per me. È vero
che nelle corse la vincitrice è sempre una sola persona per volta, ma è anche
vero che sarebbe impossibile per ognuna di noi vincere senza l’aiuto della
squadra. Quindi, io credo che, in fondo, quando una ragazza vince una corsa
tutta la sua squadra abbia vinto insieme a lei!
Per essere una ciclista professionista come te occorre fare
molti sacrifici. Quali sono quelli che ti pesano di più?
Sì, è vero: i
sacrifici non sono pochi e a volte il peso si fa sentire. Ci sono giorni in cui
si fa talmente tanta fatica che senti come se ti stia saltando la testa: non
riesci più a concentrarti durante la gara e non riesci più a controllare i tuoi
stessi pensieri. Questo può capitare soprattutto durante le corse a tappe come
il Giro d’Italia, quando la vittoria non arriva nonostante tutto l’impegno che
una persona ci sta mettendo, per correre al massimo delle proprie forze. Ma è importante imparare ad essere forte in
modo da non perdere il controllo sulla propria mente.
Non ti sei mai scoraggiata al punto da pensare di non poter
proseguire la tua carriera nel mondo del ciclismo?
Qualche volta, mentre
arranco su una salita particolarmente lunga e ripida, mi capita di pensare “Ma
chi me lo fa fare di faticare così tanto?”. Tutte le ragazze hanno dei momenti
di difficoltà nei quali sembra loro di non poter proseguire. Ma presto, appena
dopo aver superato il traguardo, ecco che ritorna l’entusiasmo di sempre! Per
superare questi momenti a me aiuta tantissimo pensare a mio figlio. Io ce la
metto sempre tutta e non penso mai di non poter proseguire perché voglio che
lui, quando sarà grande, possa essere fiero di me.
La stampa presta molta più attenzione al ciclismo maschile
piuttosto che al ciclismo femminile, che a volte viene relegato in secondo
piano. Vorresti dire qualcosa ai ciclisti uomini che stanno correndo il Tour de
France proprio in questi giorni?
Ah ah!! Sì, vorrei
dire che non escluderei la possibilità che molti di loro verrebbero sconfitti
in salita da un attacco di Marianne Vos!!
Grazie, Whitney! Ciao
DILETTA VIGNALI
DILETTA VIGNALI
Domenica le junior Valcar – PBM di nuovo in corsa a Sluderno (BZ). Ottima prova della junior Alice Arzuffi, 14° al Tour de Feminin in R.Ceca.
Doveva
essere solo un’occasione per fare esperienza, ma invece la nostra Alice è stata
la seconda migliore italiana tra le Elite. A lei il premio speciale della più
giovane. Bene anche Ilaria Sanguineti.
Dopo
l’ultima corsa vinta due settimane fa da Ilaria Sanguineti in
provincia di Vicenza, tornano in corsa le nostre junior a Sluderno; con loro ci
sarà anche una Alice Maria Arzuffi al settimo cielo per
l’ottima prova conseguita al Tour de Feminin in Repubblica Ceca.Insieme ad Ilaria Sanguineti (che ha terminato anch’essa la dura corsa a tappe) Alice aveva infatti partecipato eccezionalmente a questa competizione riservata alle Elite.
Ebbene, se il solo obiettivo era quello di fare esperienza, la Arzuffi ha stupito tutti e si è messa in luce arrivando 14° nella classifica generale a 4 minuti e 52 secondi dalla vincitrice Pankova. Un solo minuto invece ha separato l’atleta di Seregno dalla miglior italiana Eva Lechner (7°) della quale è stata eccezionalmente compagna di squadra con la maglia del Team Colnago Sud Tirol.
Decisive ai fini della classifica generale sono state la terza tappa nella quale la russa Pankova ha confermato il suo talento a cronometro e la quinta tappa quando la forte promessa russa (classe ’91) ha staccato tutte su un percorso impegnativo.
Grazie a questo 14° posto Alice Maria Arzuffi ha vinto il premio speciale per la più giovane atleta; bene ha fatto anche Ilaria Sanguineti, capace di portare a termine questa competizione nonostante la caduta della prima tappa (due punti di sutura per un taglio dietro l’orecchio) e una foratura nella seconda tappa che l’ha costretta ad un difficile inseguimento.
mercoledì 11 luglio 2012
INTERVISTA AD ANTON VOS
Olanda, fratello di Marianne Vos
Ciao Anton! Cosa si prova ad essere
il fratello di una straordinaria campionessa come Marianne?
Essere il fratello di Marianne è bellissimo perché lei è famosa, quindi
standole accanto conosco tante persone che altrimenti non conoscerei. Tutti gli
olandesi hanno seguito in televisione le vittorie di Marianne. Standole vicino
conosco tante persone, provenienti da tanti Paesi diversi, europei e non. Mi
capita di parlare con gli sponsor o con i giornalisti, e questo per me è molto
bello! È bellissimo anche conoscere le sue compagne di squadre e le ragazze di
altri team. Mi piace fare tante foto con tutte le persone che incontro, perché
voglio tenerne un ricordo.
Marianne deve fare tanti sacrifici per essere una ciclista vincente.
Quali sono i più faticosi?
Deve fare molti allenamenti, per tante ore al giorno. Spesso io la
accompagno in bicicletta, anche perché vogliamo stare un po’ in compagnia
mentre lei si allena, e vedo che mette davvero tanto impegno nel suo lavoro.
A Marianne piace tantissimo pedalare in montagna e, durante le corse, ama
molto le tappe a cronometro. Io, invece, preferisco le fughe: sono
meravigliose! Ci vuole un grande coraggio per andare in fuga durante una gara.
È sempre bello sentire accanto a sé il calore dei tifosi o, a volte, può
essere un po’ fastidioso?
È molto bello. Marianne ha un
carattere abbastanza riservato, per questo di solito quando incontra qualche
appassionato di ciclismo femminile si limita a farsi scattare una foto e a fare
un autografo. Altre ragazze, invece, parlano volentieri con i tifosi e
concedono più confidenza di quanto faccia lei. Ma non è mai infastidita da
nessuno! I tifosi italiani, in particolare, hanno un entusiasmo eccezionale,
sembra che a volte possano impazzire tanto è grande la loro passione per questo
sport! Anche in Olanda l’amore per il ciclismo è grandissimo, ma i tifosi sono
più tranquilli.
Grazie Anton! Ciao
Diletta Vignati
Diletta Vignati
INTERVISTA A MARIANNE VOS
Numero di maglia: 1
Squadra: Stichting Rabobank
Olanda, classe 1987
Vincitrice dell’edizione 2011 del
Giro d’Italia femminile e attuale maglia rosa.
Ciao Marianne! Cosa provi
nell’indossare di nuovo questa maglia rosa?
È sempre un’emozione
meravigliosa. Fino a ieri non credevo di poter riuscire a portarla fino a
Bergamo, ma a partire da oggi inizio a crederci davvero: spero di poter vincere
questo Giro d’Italia!
Guardando tutte le tue tantissime vittorie, anche durante
quattro delle sette tappe che avete corso fino ad oggi, sembra quasi che tu sia
talmente forte da non sentire nemmeno la fatica! Quali sono, invece, le tue
difficoltà?
Per me è stato
difficile tornare a pedalare dopo il doloroso infortunio che ho avuto il 25
maggio, durante la corsa Valkenburg Hills Classic. Ma oggi mi sento bene e
credo di poter correre in modo competitivo!
Non abbiamo dubbi! Grazie! Ciao
Diletta Vignati
INTERVISTA AD ELENA BERLATO
Numero di maglia: 131
Squadra:
Fassa Bortolo Servè
Italia,
classe 1988
Partecipante
più giovane della 23^ edizione del Giro d’Italia femminile
Ciao Elena! Cos’è il Giro d’Italia
per te?
È una corsa incredibile, meravigliosa! Quest’anno, in modo particolare, è
stato organizzato bene. Il Giro è una corsa unica al mondo e merita di essere
vissuto! Si respira un clima di festa e di amicizia. In particolare vorrei
cogliere l’occasione per ringraziare il direttore Giuseppe Rivolta perché ci ha
permesso di vivere questa esperienza splendida!
Durante qualsiasi corsa la squadra
ha un ruolo importantissimo per sostenere e aiutare il capitano a conquistare
la vittoria. Qual è, invece, l’importanza della squadra nei momenti nei quali
non siete in sella alla bicicletta?
La squadra è importantissima perché dà la carica giusta per correre.
Senza gli incoraggiamenti che mi arrivano dalle mie compagne di squadra e dal
mio direttore sportivo prima di iniziare a correre, farei sicuramente molta più
fatica ad arrivare al traguardo. È bellissimo sentirsi parte di un gruppo! La
squadra ti aiuta, durante gli allenamenti, a capire quale sia il modo più
efficace per prepararsi alle corse e ti aiuta tanto anche a sentirti più sicura
a protetta perché sai che non sei da sola, se anche dovessi cadere e farti male
… ma speriamo che non succeda!
Non ti capita mai di sentire il
peso di qualche aspettativa di troppo nei tuoi confronti, da parte della
squadra, degli sponsor o dei tifosi?
No, non mi è mai capitato. Quest’anno, in particolare, arrivando da un
infortunio, non sento nessuna pressione su di me. Spero, però, di riuscire a
concludere la stagione con qualche soddisfazione in più rispetto a quelle che
ho avuto fino a oggi!
Te lo auguriamo tutti! Ciao e
grazie
Diletta Vignati
Diletta Vignati



