sabato 14 luglio 2012

INTERVISTA A WHITNEY GAGGIOLI



Numero di maglia: 163
Squadra: Forno D’Ascolo Colavita
Proviene da: Stati Uniti d’America

Ciao Whitney! Quando hai deciso di ritirarti da questa 23^ edizione del Giro d’Italia femminile, tutti i tifosi se ne sono dispiaciuti perché tu sei molto amata in Italia.
Per questo motivo vorrei chiederti cosa fa del Giro una corsa tanto appassionante, secondo te?
Il Giro d’Italia secondo me è una corsa meravigliosa perché si attraversano dei passaggi bellissimi. Mentre pedalo, quando sono stanca, mi basta alzare lo sguardo e vedere i paesaggi intorno alla strada per dimenticare immediatamente la fatica. Amo molto l’Italia perché è un Paese stupendo!
Qui i tifosi italiani hanno sempre molto entusiasmo per accogliere il nostro passaggio: questo è bellissimo e importante! In Italia mi sembra di sentire una diffusa mentalità a favore del ciclismo.

Pensi che ci sia qualche differenza fondamentale riguardo al modo d’intendere il ciclismo in Italia e negli Stati Uniti?
Mah … negli USA entrare nel mondo del ciclismo è molto bello perché abbiamo la possibilità di fare carriera passo per passo, secondo le nostre capacità. In Italia, invece, mi sembra che una ciclista sia considerata meritevole di attenzione da parte dei tifosi soltanto a partire da quando diventa professionista. Forse qui si presta scarsa attenzione alle ragazze giovani che muovono i loro primi passi in questo sport meraviglioso.

Quanto è importante per te avere una squadra capace di esserti di supporto durante la gara?
La squadra dà un aiuto che secondo me è fondamentale. L’incoraggiamento che ricevo dalle mie compagne di squadra e dal mio direttore sportivo sia prima di salire in sella alla bicicletta, sia dopo aver tagliato il traguardo, è preziosissimo per me. È vero che nelle corse la vincitrice è sempre una sola persona per volta, ma è anche vero che sarebbe impossibile per ognuna di noi vincere senza l’aiuto della squadra. Quindi, io credo che, in fondo, quando una ragazza vince una corsa tutta la sua squadra abbia vinto insieme a lei!

Per essere una ciclista professionista come te occorre fare molti sacrifici. Quali sono quelli che ti pesano di più?
Sì, è vero: i sacrifici non sono pochi e a volte il peso si fa sentire. Ci sono giorni in cui si fa talmente tanta fatica che senti come se ti stia saltando la testa: non riesci più a concentrarti durante la gara e non riesci più a controllare i tuoi stessi pensieri. Questo può capitare soprattutto durante le corse a tappe come il Giro d’Italia, quando la vittoria non arriva nonostante tutto l’impegno che una persona ci sta mettendo, per correre al massimo delle proprie forze.  Ma è importante imparare ad essere forte in modo da non perdere il controllo sulla propria mente.

Non ti sei mai scoraggiata al punto da pensare di non poter proseguire la tua carriera nel mondo del ciclismo?
Qualche volta, mentre arranco su una salita particolarmente lunga e ripida, mi capita di pensare “Ma chi me lo fa fare di faticare così tanto?”. Tutte le ragazze hanno dei momenti di difficoltà nei quali sembra loro di non poter proseguire. Ma presto, appena dopo aver superato il traguardo, ecco che ritorna l’entusiasmo di sempre! Per superare questi momenti a me aiuta tantissimo pensare a mio figlio. Io ce la metto sempre tutta e non penso mai di non poter proseguire perché voglio che lui, quando sarà grande, possa essere fiero di me.

La stampa presta molta più attenzione al ciclismo maschile piuttosto che al ciclismo femminile, che a volte viene relegato in secondo piano. Vorresti dire qualcosa ai ciclisti uomini che stanno correndo il Tour de France proprio in questi giorni?
Ah ah!! Sì, vorrei dire che non escluderei la possibilità che molti di loro verrebbero sconfitti in salita da un attacco di Marianne Vos!!

Grazie, Whitney! Ciao

DILETTA VIGNALI

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